La verità è che ho tanto di quell’amore dentro e nessuno a cui poterlo dare che finirà per marcirmi dentro e diventerò ancora più stronza e acida di quanto non lo sia già adesso .
thegirlwithbrokensmiles

“ La verità è che ho sbagliato di brutto e più mi guardo indietro più vorrei cambiare di tutto.
“ Nella mia testa non è mai finita. Siamo ancora lì che ci guardiamo, per sempre.
“ Continuavi a dire di non farcela, ma non mollavi mai
“ mi faccio delle illusioni e poi ci rimango di merda.
ogni volta mi ripeto ‘lo sapevi già che finiva così’ eppure ci sto male lo stesso.
“ Vorrei avere un’adolescenza diversa,
Vorrei stare sveglia fino alle 5 a guardare l’alba con i miei amici, sopra il tettuccio di un’auto, nel bel mezzo del nulla.
Vorrei ballare tutta la notte al ritmo della mia canzone preferita,
Vorrei svegliarmi la mattina seguente e dire «Che cazzo è successo?»
E poi ci sono quelle notti in cui vorrei rimanere sola con lui, vorrei sentirmi protetta dalle sue braccia, vorrei poter toccare le sue mani e incociarle nelle mie.
“ Da quando l’ho conosciuta, mi sono ripromesso di farle una foto ogni giorno. Inizialmente sembrava assolutamente un gesto da malato mentale, differente stalker o pazzo incompreso, ma, col tempo, non ha fatto altro che rivelarsi come un qualcosa di molto dolce; i diciottenni sono tutti un po’ così, tremendamente e malamente innamorati. Sono riuscito a coglierla in momenti in cui nessuno la guardava, momenti che nessuno considerava, che nessuno reputava importanti. L’ho racchiusa nelle mie piccole fotografie mentre si aggiustava una ciocca di capelli, mentre si asciugava una lacrima, mentre apriva l’ombrello, mentre si gustava il panino della pausa pranzo, mentre raccoglieva il cellulare appena cadutole in mezzo a mille imprecazioni, mentre giocava con una foglia autunnale, mentre guardava il mare, mentre lasciava andare il suo sguardo in un chissacché. Quando mi ha parlato per la prima volta, però, non sono riuscito a farle una foto. Credo di non rimpiangere nulla come rimpiango questa mancanza: non essere riuscito a fotografare il momento d’impatto, il momento in cui il proiettile viene sparato, quando senti il ”Bang” e poi chi riesce più a fermarlo, quel colpo. Ho visto il mio amore invecchiare tra le mie mille foto, perché, altrimenti, non sarei stato capace di ricordare. Non credo che tutti sarebbero in grado di comprendere in maniera esatta che cosa significhi non poter ricordare gli occhi della persona che ami nel momento in cui ti guarda per la prima volta. Per fortuna esistono le foto. Per fortuna esistono i block-notes. Ne ho uno appeso di fronte alla mia scrivania, in modo da poterlo vedere sempre. Altrimenti, mi dimenticherei anche della sua esistenza. Quel foglietto racconta dell’episodio più significativo della mia vita; non avevo con me neanche la mia macchina fotografica. O, almeno, questo è ciò che vi trovo scritto. Chissà poi se è vero. Si dice anche che quel giorno mi inchinai, con una scatolina marrone tra le mani, gli occhi accesi di gioia e speranza come un faro in mezzo alla notte e un sorriso innamorato. Quel giorno, le chiesi di sposarmi. Il finale non ho bisogno di leggerlo: è l’unico ricordo vivido che ho. ”Ti consegnai tutte le fotografie, e tu mi dicesti di sì. Non è così?” Mi giro verso Alice, che non fa altro che dire: ”Come avrei potuto dirti di no? Mi hai regalato i frammenti della mia vita che pensavo aver perso per sempre.” Poi mi sorride. Nonostante tutto, l’Alzheimer non mi impedisce di ricordare quanto vivo mi faccia sentire il suo sorriso.
“ Che a volte non si tratta di orgoglio, ma di ferite.
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